Il piatto del giorno va bene, a condizione di sapere a quale giorno risale la sua preparazione.
Queste sono le parole di Pierre Dac, attore e comico francese, e a dir la verità di comico in questa citazione c'è ben poco.
Ormai la frase "PIATTO DEL GIORNO" viene sfruttata da chiunque per garantire il minimo.

Proprio per questo tre giovani ragazzi, intraprendenti, simpatici e pieni di forza di volontā per creare un "qualcosa di originale senza però perdere il sapore originale", si sono impegnati per realizzare un progetto che si occupa di ristorazione d'asporto con solo prodotti locali, freschi e di ottima qualità.

Facile dire 'prodotto di qualità'...ma noi clienti, su che basi possiamo valutare le garanzie di qualità?
Sulla parola del titolare?
Su certificati, autorizzazioni, sulle sicurezze degli impianti usati, sulle prassi di igiene alimentari?

Certamente tutti questi fattori sono determinanti e basilari per aprire un'attività.
Ma se volessi sapere da dove arriva la carote che ho nel piatto?
Se volessi che la preparazione di questi alimenti avvenisse sotto ai miei occhi?
E se volessi addirittura poterla raccogliere nell'orto?

Proprio questo è il cambiamento, la svolta, ciò fa la differenza rispetto qualsiasi altro take-away.
Aprire un piccolo locale in cui cucinare cibo fresco non era abbastanza.
Questi giovani italiani, anconetani, si sono dedicati ad una ricerca meticolosa nel come ma soprattutto dove poter far nascere i propri piatti. La soluzione si è presentata nella forma dell'autoproduzione.
In poche parole pianteranno, coltiveranno, raccoglieranno e cucineranno lasciandoci il compito di spazzare via tutto, portandoci a casa tutto ciò che davanti a noi vorremmo impacchettare.

La cucina non è solo mangiare, è molto di più. Cucina è poesia come dice giustamente il cuoco d'eccellenza Heinz Beck.
E' vero che il cibo dobbiamo mangiarlo ma non per forza la fame è l'unico bisogno da soddisfare. Wokaway ambisce a soddisfare ogni parte di noi.
Dal palato fino ad arrivare alla genuinità dell'alimento preparato.
Quindi mangiare e benessere allo stesso tempo.
Per una volta l'agio fisico non resterà appannaggio dei trattamenti di rinomate spa.

Considerata la passione per la musica, oltre che per il cibo, che accomuna questi tre ragazzi, userò un paragone adeguato.
Lorenzo e Diego sono i maestri d'orchestra, mentre Simone è lo strumento che ci delizierà con piacevoli melodie che sapranno di wok di verdure, wok di pesce, wok di carne, gamberi, pesce spada, manzo, fritti di mozzarelle di bufala e tanto altro, ovviamente il tutto è determinato e condizionato dal pescato del giorno, dalla disponibilità e dalla freschezza dei prodotti.

Lorenzo, 31 sono i suoi anni come lo sono anche i capelli rimasti in testa, Diego il 35enne con la voce più nasale di un inglese raffreddato (se non mi credete, andate a trovarlo al locale, fateci due chiacchiere e poi ne riparliamo) ed infine abbiamo Simone, il cuoco, il mastechef di Via san Biagio 7 di 33 anni.

Sono giovani ma pieni di vita ed è ciō di cui in questa bellissima città abbiamo bisogno. Volti nuovi, sorrisi calorosi, piatti boni e panze piene.

Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare! (Dal film Ratatouille)